Uruguay: l’ addio di José “Pepe” Mujica

Questo episodio è andato in rete il 18 gennaio 2025 , poche settimane prima che, il 13 maggio successivo, giungesse la notizia della scomparsa del guerrigliero-presidente uruguayano con sangue italiano nelle vene.

Nato a Montevideo il 20 maggio 1935 José “Pepe” Mujica Cordano è stato un politico uruguayano di lungo corso (un passato remoto di guerrigliero e poi, più recentemente, di presidente) molto popolare fra i circa tre milioni e mezzo di uruguayani. Nelle sue vene scorre sangue ligure: la madre, Lucia Cordano, era originaria della Val Fontanabuona, in provincia di Genova. Sarà proprio Lucia, rimasta vedova nel 1940, a istradare il figlio verso la politica inserendolo nelle fila del Partito Nazionale.

La politica porterà Pepe Mujica a militare nel movimento di estrema sinistra dei Tupamaros, insorto con le armi contro i conservatori al governo, finendo per pagare questa scelta con un lungo periodo di detenzione in carcere, in condizioni particolarmente dure. Fra l’ altro fu incluso nel novero dei detenuti politici che il regime aveva selezionato quali ostaggi da fucilare qualora vi fossero stati nel paese nuovi episodi di violenza ad opera dei Tupamaros.

Beneficiando di un’amnistia varata per ricondurre nell’alveo della democrazia i tupamaros da una parte e dall’altra quei settori delle forze armate che si erano resi responsabili di crimini nella repressione del dissenso, Pepe Mujica tornò alla vita politica finendo per essere eletto Capo dello Stato con la coalizione di centro-sinistra del Frente Amplio. La sua presidenza durò dal 2010 al 2015 e fu contrassegnata da una serie di riforme incisive in campo sociale ed economico.

Quale fosse il suo giudizio sulla natura della società in cui vive oggi larga parte dell’ umanità Pepe lo chiarirà in maniera inequivocabile intervenendo alla conferenza delle Nazioni Unite sullo “sviluppo sostenibile ” tenuta a Rio de Janeiro nel 2012 e alla quale intervenne in qualità di ministro dell’ agricoltura: “il problema – disse – è il mercato, perché dobbiamo lavorare e dobbiamo sostenere una civilizzazione dell’usa e getta, e così rimaniamo in un circolo vizioso.”

E ancora: “L’ economia di mercato ha creato società di mercato e ci ha rifilato questa globalizzazione, che significa guardare in tutto il pianeta. Stiamo governando la globalizzazione o la globalizzazione governa noi?? È possibile parlare di solidarietà e dello stare tutti insieme in una economia basata sulla competizione spietata?”

Gli innegabili progressi compiuti dall’ Uruguay negli anni della presidenza di Pepe Mujica non bastarono però a confermare al governo la coalizione di centro-sinistra che con le elezioni del 2019 cedette il potere alla coalizione conservatrice guidata dal partito dei Blancos. Il Frente Amplio è però tornato al governo con le elezioni del 2024 vinte da Yamandu Orsi, l’uomo scelto da Josè Mujica – scrivono i giornali – per riportare la sinistra al potere in Uruguay.

Quello che segue è un estratto dell’ultima intervista dell’ex Presidente dell’Uruguay rilasciata il 9 gennaio 2025 al settimanale @BUSQUEDAonline.

Manuela, citata da Mujica nella dichiarazione, è il nome della cagnolina che condivise oltre vent’anni di vita con “Pepe”

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